PinaLifeStoria
GIOVANNI Pinarello nasce a Catena di Villorba nel 1922, ottavo di dodici fratelli. La vita in questo periodo non è certo facile: la famiglia non benestante e le due guerre mondiali oltretutto, hanno condizionato la vita di questa, come peraltro quella di tantissime altre famiglie del Veneto contadino. Nonostante l´indigenza di quegli anni, Giovanni scopre fin da giovane la passione per le due ruote, e prendendo a prestito gran parte del materiale, inizia a gareggiare all´età di diciassette anni nelle categorie minori..... I risultati non tardano ad arrivare e dopo aver collezionato oltre 60 successi nella categoria dilettantistica, passa al professionismo nel 1947. Correrà con i professionisti fino al 1953, aggiudicandosi 5 corse. La Pinarello nasce per opera di Giovanni Pinarello alla fine degli anni Quaranta a Catena di Villorba. Giovanni, comunque, apprende i primi rudimenti come costruttore di bici già prima della guerra, poco più che quindicenne, presso la ditta Paglianti e nella sua Catena, a casa propria, quando ancora gareggiava. Già nel 1922, infatti, suo cugino Alessandro aveva iniziato, in una piccola officina, a costruire biciclette, come dimostra la Medaglia d´Oro ed il Diploma di Partecipazione alla Fiera di Milano del 1925. Durante questi anni Pinarello assieme a pochi altri collaboratori comincia anch´egli a fabbricare biciclette: inizialmente si costruiscono e vendono soprattutto bici sportive e da città, sia per uomo che per donna, mentre le bici da corsa restano ancora per pochi appassionati e ciclisti di professione della zona. I telai grezzi sportivi e per bici da città, per la maggior parte vengono costruiti all'interno dell´officina, mentre quelli da corsa derivano prevalentemente da esperti costruttori esterni. I pezzi vengono verniciati ed assemblati in un vecchio magazzino nella casa di famiglia fuori Treviso. Si tratta di una produzione totalmente artigianale e che quindi non permette di fare grandi numeri. L´intento è già quello di dare una immagine al prodotto ben definita e di collocarlo in un segmento elevato. Nel 1952 si presenta l´occasione di poter cominciare la propria nuova attività commerciale ed artigianale in Treviso. Infatti in quell'anno Giovanni deve rinunciare, all´ultimo momento, alla partecipazione al Giro d´Italia per lasciare il posto all´emergente Pasqualino Fornara. La rinuncia è ovviamente forzata, ma viene ripagato dalla Bottecchia (società per la quale correva come professionista), con 100.000 lire, somma ingente per quei tempi che gli consente di avviare, appunto, il primo negozio a Treviso.
Nel negozio preso in affitto, Pinarello riesce a trovare il posto giusto per piazzare i propri prodotti: all´interno della bottega si vendono principalmente bici Pinarello, ma non mancano anche marche differenti ed una vasta serie di accessori e componenti; presto diventerà uno dei negozi più importanti della provincia. Comunque l´attività trova il suo sviluppo naturale attorno alla produzione e commercializzazione delle biciclette. Fin dall´inizio il negozio diventa punto di ritrovo per tutti gli appassionati di ciclismo: la fama che Giovanni aveva saputo conquistarsi sul campo come ciclista, fa si che anche come costruttore venga apprezzato dalla clientela più esigente. Nel periodo del boom economico del dopoguerra, anche il nome della casa trevigiana comincia ad acquisire una certa notorietà nel campo delle due ruote e Pinarello intuisce che è il momento di entrare nel mondo delle sponsorizzazioni. Inizialmente affianca pubblicitariamente piccole squadre che si trovano in provincia, o meglio, cerca di aiutarle in qualche modo fornendo loro i mezzi per correre. La prima squadra che partecipa ad una gara nazionale con la bici Pinarello è la società Padovani e l´anno è il 1957. Da allora comincia la collaborazione con i gruppi sportivi che diventano il veicolo promozionale più importante per l´azienda. Nel 1960 viene sponsorizzata la prima squadra professionistica, si tratta della società Mainetti che annovera tra i suoi atleti numerosi campioni dell´epoca. Ma il primo grosso successo a livello professionistico risale al 1966 ed è la vittoria al Tour de l´Avenir in Francia per merito di Guido de Rosso. Si tratta della prima vittoria in campo internazionale e per questo rappresenta il vero debutto della casa trevigiana nel mondo del ciclismo professionistico. Successivamente gli abbinamenti con altre squadre professionistiche vincenti fanno conoscere il nome della casa trevigiana in tutto il mondo. Siamo agli inizi degli anni Settanta e la piccola officina di Treviso è diventata una realtà aziendale a tutti gli effetti: tra montaggio e verniciatura si contano ora una decina di operai, mentre il negozio si allarga sempre più. Un´altra importante tappa che ha segnato la storia della Pinarello, è legata alla prima vittoria al Giro d´Italia nel 1975 con Fausto Bertoglio (squadra Jolly Ceramica). Dopo diversi anni di presenza nel campo professionistico a sostegno di molte squadre, nel ´74 viene stretto un rapporto di collaborazione con la Jolly, ed i risultati arrivano subito in maniera sensazionale. La vittoria finale ed alcuni successi parziali al Giro del ´75 fanno balzare la notorietà della Pinarello a livelli mai raggiunti fino a quel momento: il nome comincia fare le prime apparizioni in televisione e sulla stampa specializzata appaiono i primi articoli dedicati alla casa trevigiana.
L´inizio del decennio successivo porta subito degli ottimi risultati in campo ciclistico per la Pinarello: nel 1980 viene stretto un accordo di sponsorizzazione con la Inoxpran, azienda leader nel settore dell´acciaio; la Inoxpran rileva in parte il gruppo sportivo che faceva capo al team Jolly, iniziando la stagione con corridori molto promettenti e con un capitano di grande esperienza di nome Battaglin. Il marchio Pinarello, per la prima volta da quando vengono seguiti i club professionistici, compare sulla maglia come secondo sponsor ufficiale, a fianco del nome Inoxpran. Si tratta di una squadra estremamente competitiva che fin dall´inizio si aggiudica molte corse a livello internazionale, anche se l´anno strepitoso è quello successivo: nel 1981, infatti, tra i numerosi successi spicca la doppietta Vuelta di Spagna e Giro d´Italia dello stesso Battaglin che si consacra così uno dei big del ciclismo internazionale. Un altro incredibile successo della Pinarello arriva poi nel 1984 con Alexi Grewal, l´americano che vince la medaglia d´oro ai Giochi Olimpici di Los Angeles nella prova su strada. La popolarità conquistata a suon di vittorie nel campo professionistico consente all´azienda di espandersi e trasferirsi nella nuova sede di Villorba nel lontano 1985; la realtà artigianale si tramuta in una vera e propria realtà industriale, ma si conservano però sempre le caratteristiche peculiari di questo lavoro, legate alla passione e all´esperienza delle persone che per molti anni hanno affiancato Giovanni Pinarello nel suo cammino. La Pinarello in questi anni ha saputo conquistare un concreto spazio all´interno del mondo del ciclismo professionistico, spazio che si è ulteriormente accresciuto grazie anche al legame che si è stabilito con il campione del ciclismo degli anni Novanta, ovvero lo spagnolo Miguel Indurain. La possibilità di poter sponsorizzare la squadra in cui milita il campione, ha fatto aumentare notevolmente la notorietà del nome Pinarello in tutto il mondo, proprio in virtù delle imprese compiute dallo spagnolo: cinque Tour de France vinti, due Giri d´Italia, un´Olimpiade, Mondiale a cronometro, Record dell´Ora, e tanti altri successi in campo internazionale. I successi di Indurain hanno facilitato la diffusione del prodotto e proprio in Spagna nel 1995 è stata creata una nuova società, la Pinarello España, con chiari intenti di far diventare questo paese uno dei mercati di sbocco più importanti per la Pinarello. Il ?fenomeno Indurain? non è comunque isolato e importanti e numerosi successi vanno condivisi con altri campioni degli anni Novanta: Chioccioli (Giro d´Italia del 1991) e Cipollini, il velocista più celebre e famoso in campo internazionale, sono due dei ciclisti che hanno contribuito notevolmente alla popolarità del nome della casa.
Nel 1996 l'accordo con la tedesca Telekom permette di prolungare le vittorie al Tour de France: il passaggio di testimone da Indurain a Riis al Tour di quell´anno segna la fine dell´era dello spagnolo e l´inizio della supremazia Telekom in campo mondiale. Il danese strapazza tutti al Tour di quell´anno e si prospetta alla finestra il giovane Ullrich, promettente cavallo di razza della ex Germania dell´Est, pronto ad ereditare l´effigie di ?campione di fine millennio?. Il ´98 vede sempre Banesto e Telekom protagoniste nelle grandi corse a tappe e nelle classiche di primavera: Zabel vince per due anni consecutivi la Milano Sanremo; Olano primeggia alla Vuelta e conquista il Campionato Mondiale a Cronometro; Ullrich giunge secondo a Parigi dietro al ?pirata? Pantani. Ma non solo: le donne del team Acca Due O vincono rispettivamente Tour de France, con Edita Pucinskaite, e Campionato d´Europa e Campionato del Mondo con Diana Ziliute. Il 1999 vedrà alla ribalta con la Pinarello un altro grosso campione della strada ovvero Alex Zulle che correrà con la squadra spagnola Banesto; riconfermati anche il team italiano della Cantina Tollo e quello tedesco della Telekom, oltre ad un considerevole numero di squadre dilettantistiche, giovanili e femminili. Il 2000 è anno Olimpico e la Pinarello coglie la tripletta storica nella prova su strada, la prova più importante: Ullrich, Vinokourov e Kloden tutti del Team Telekom si piazzano ai primi tre posti e la Pinarello aggiunge il 2º oro Olimpico su strada. Nel 2000 altri importanti successi arrivano sempre dai tedeschi con Zabel che rivince la Milano-Sanremo, la maglia Verde al Tour de France e conquista la Coppa del Mondo. Nuova formazione, invece, in campo nazionale con l´entrata della Fassa Bortolo che si conferma come una delle squadre più forti al mondo.
Nuova formazione, invece, in campo nazionale con l´entrata della Fassa Bortolo che si conferma come una delle squadre più forti al mondo: è stato proprio il duplice legame, territoriale e di amicizia che unisce Paolo Fassa a Fausto Pinarello a far si che la neonata squadra professionistica utilizzasse sin dai suoi esordi le specialissime prodotte a Treviso e conosciute in tutto il mondo. Il rapporto con la Fassa Bortolo esordisce con la prima fornitura del modello Prince, utilizzato nelle prime due stagioni di gara (2000-2001). Ed è proprio con il Prince in alluminio che la Fassa Bortolo partecipa per la prima volta al Tour de France e vince una tappa con il russo Sergei Ivanov (2001). Nel corso della stagione e in quella successiva il modello Prince viene leggermente modificato e ulteriormente alleggerito: nasce il nuovo Prince LS (Limited Series), il modello top di gamma che entra ufficialmente in produzione nel gennaio del 2002. Nel frattempo, nello stesso anno, gli atleti di punta della Fassa Bortolo, Michele Bartoli, Francesco Casagrande e Ivan Basso testano a metà stagione e in vista di importanti appuntamenti, una nuova versione, contraddistinta dalla sigla SL (Super Leggera). Il Prince SL, viene utilizzato per la prima volta da Ivan Basso al Tour de France del 2002 ed appositamente verniciato di bianco per festeggiare a Parigi, lungo i Campi Elisi, la prestigiosa maglia bianca (miglior giovane) conquistata dall´atleta varesino.
Ma la vera rivoluzione avviene nel settembre 2002 e si ripercuoterà sulle strade del Giro d´Italia 2003 con Alessandro Petacchi: è proprio un atleta della Fassa Bortolo, Ivan Basso, a svelare al pubblico del Salone Internazionale del Ciclo a Milano il nuovo gioiello prodotto in casa Pinarello, la nuova Dògma realizzata in magnesio. Con questo modello rivoluzionario, la Cicli Pinarello è la prima azienda a proporre sul mercato mondiale una bicicletta realizzata interamente in lega di magnesio AK 61 con tubi Dedacciai in esclusiva. Dalla stagione successiva, quella del 2003, la Dògma fornita agli inizi solo agli atleti di punta delle formazioni sponsorizzate, la tedesca Telekom, la spagnola Ibanesto.com e l´italiana Fassa Bortolo, raggiunge la massima notorietà e visibilità grazie al record di vittorie ottenute da Alessandro Petacchi ai Tre Grandi Giri di quell´anno: 15 vittorie di tappa, sei al Giro d´Italia, quattro al Tour de France e cinque alla Vuelta. Nel 2003 la Cicli Pinarello si aggiudica il Mondiale Costruttori e presenta la nuova versione supersofisticata e a tiratura limitata della Dògma, la Dògma Ego specchiata che verrà fornita l´anno successivo a Filippo Pozzato per la Prova Olimpica di Atene. La formazione spagnola Ibanesto.com cambia sponsor e biciclette: nel 2004 diviene Illes Balears equipaggiata non più con bici Pinarello ma con la nuova linea Opera. Alla squadra viene fornito il modello Leonardo, top di gamma in fibra di carbonio che accompagnerà le imprese del russo Denis Menchov nelle gare di Coppa del Mondo. Nello stesso anno, anche in campo femminile il marchio Opera fa bella mostra di se grazie alla giovane gallese Nicole Cooke della formazione Safi-Pasta Zara che si aggiudica il Giro d´Italia Femminile in sella ad una bici Opera.
Il 2005 è anno di grande rivoluzione per il ciclismo professionistico: la federazione internazionale istituisce il Pro Tour e assegna venti licenze ad altrettante squadre che saranno impegnate nel neonato circuito che andrà a sostituire il ranking di Coppa del Mondo. La Pinarello correrà il primo Pro Tour con due squadre professionistiche: la spagnola Illes Balears-Caisse d´Epargne con bici Opera e l´italiana Fassa Bortolo con bici Pinarello. Subentrerà inoltre come fornitore tecnico della squadra Continental spagnola Kaikù. La prima medaglia iridata del 2005 porta la firma del giovane e talentuoso crossista Davide Malacarne che stravince ai Mondiali di specialità con una Pinarello cross in alluminio. Ma la vittoria più bella è ancora una volta regalata da Alessandro Petacchi: il 19 marzo in via Roma a Sanremo, il Velocista Gentiluomo si aggiudica la Milano-Sanremo in sella al modello Dògma FP, equipaggiato con il nuovo movimento centrale M.O.st oversize.
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